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Tutti gli “errori” sul nuovo sito di Donald Trump

Tutti gli “errori” sul nuovo sito di Donald Trump

Il team di Donald Trump ha lanciato il nuovo sito governativo del presidente neo-eletto dedicato al periodo di transizione, in attesa dell’insediamento alla Casa Bianca a gennaio.

Mentre l’America (e non solo) si sta ancora abituando ad una realtà in cui è il magnate repubblicano a guidare la potenza numero uno al mondo, noi abbiamo avuto il tempo di dare un’occhiata al nuovo sito internet di Trump, notando il fail imbarazzante sul suo logo presidenziale che sta già facendo discutere i democratici. E non è l’unico che abbiamo scovato.

GreatAgain.gov: online il nuovo sito di Trump presidente

È online il nuovo sito “di transizione” di Donald Trump presidente, GreatAgain.gov, gestito dai responsabili della campagna elettorale dello stesso Trump.

Il sito, mandato online ieri, è stato creato per essere un portale di informazione sul presidente e la sua amministrazione in attesa del trasferimento alla Casa Bianca e dell’accesso al sito internet ufficiale del presidente degli Stati Uniti - il tutto in programma il 20 gennaio 2017.

In linea con lo stile della sua campagna elettorale, il design del sito web di transizione di Trump è piuttosto semplice, con l’utilizzo di un font sans serif (Montserrat). GreatAgain.gov non è “grande”, ma il risultato è buono per essere un primo tentativo, se tralasciamo il lavoro scrupoloso su Photoshop dedicato alla chioma di Trump, la headline di ringraziamento nella home che va finire sul mento del neo presidente (in pieno viso nella versione Ipad) o il color viola pastello che secondo alcuni stona con i classici colori presidenziali blu e rosso.

Il fail del logo presidenziale di Trump

Il logo presente sul sito fa riferimento ai colori scelti per la campagna alla presidenza di Trump. Dovremo abituarci ad un sacco di oro (solo il colore, eh), oltre al consueto rosso, bianco e blu - i colori della bandiera degli Stati Uniti d’America.

Il logo presidenziale di Donald Trump

In contrasto con la scelta tutta sui toni del blu del presidente Obama, il logo di Trump ha il “rosso repubblicano” come colore dominante, coerente con altri elementi caratteristici della sua campagna, dalla ormai iconica cravatta rossa ai cappellini rossi con su scritto “Rendi l’America di nuovo grande” (Make America great again).

Ma la scelta del colore rosso diventa disdicevole quando il nuovo logo presidenziale di Trump viene riproposto come favicon della pagina web.

Abbreviazione di "favorite icon", il piccolo elemento grafico personalizzabile viene visualizzato sulla scheda dei siti web aperta sul browser. Ridotto a piccola dimensione, il logo presidenziale di Trump sembra un cerchio rosso con una barra bianca, il che ricorda il simbolo universale del divieto d’accesso.

Probabilmente si tratta solo di una semplice svista da parte del team di progettazione del magnate, ma sembra quasi andare a sottolineare, casualmente, le politiche di esclusione e anti-immigrazione di Trump, di cui altri elementi non mancano di certo sullo stesso sito.

Codice pagina e accessibilità

I requisiti di accessibilità dovrebbero essere rispettati in tutti i siti, ma in particolar modo in quelli governativi. Analizzata al W3C validator, la home del sito risulta contenere errori nel codice, come ad esempio l’assenza di tag alt (testo alternativo per le immagini).
Nella navigazione da tastiera (necessaria per favorire l’accessibilità con tecnologie assistive in cui non è possibile navigazione con mouse), il menù si apre correttamente ma non è stato impostato un focus sui link, per cui il navigatore che utilizzi la tastiera per navigare nella pagina perde la percezione di "dove si trovi" quando spinge il bottone del tab o con quale link interagirebbe se spingesse il tasto Enter. Fino a qualche ora fa non risultava funzionante lo skip link (che permette di saltare il menù a chi naviga da tastiera), ora tornato disponibile.

Usabilità

Nel menù del sito sono presenti un link per chi voglia lasciare un suggerimento ("Share your ideas") e un link per chi voglia rimanere aggiornato ("Connect") che linkano entrambi ad un dominio esterno (sempre .gov) con l’antipatica apertura in nuova pagina. Perché non gestire direttamente sul sito i moduli per l’iscrizione alla newsletter/email informative dal team di Trump/suggerimenti degli utenti? Dopo la compilazione del modulo, la pagina "Thank you" non offre la possibilità di ritorno al sito, come ormai l’utente è abituato ad ottenere con il click sul logo presente in pagina.
Un po’ fastidioso soprattutto su schermi più piccoli l’utilizzo del menù a tendina: in particolare alla voce "Making America Great again", a causa del gran numero di voci presenti nell’elenco del sottomenù, in alcuni casi non si riesce a visualizzare l’intera lista con grande frustrazione dell’utente all’inaspettata chiusura della finestra di menù senza essere riuscito a cliccare sulla voce desiderata.

Condivisione su Facebook

Il sito mostra nel footer i link ai principali canali social del team di transizione di Trump, ma non sono disponibili bottoni per la condivisione dei contenuti, neanche negli articoli della sezione News.
Condividendo l’homepage su Facebook (o visionando il codice pagina per i più esperti anche con l’aiuto del Debugger di Facebook), si notano degli errori di configurazione del blocco di metatag che permette una migliore condivisione di una pagina web sul social network.

In particolare è errato l’utilizzo dell’url relativo della pagina invece dell’assoluto, così come non consigliabili in termini di comunicazione l’utilizzo del link come titolo piuttosto che il titolo del sito e la non configurazione di una descrizione significativa, che porta Facebook a utilizzare il primo testo della pagina (non necessariamente significativo).

Privacy policy

Se nel footer del sito è linkata la pagina che riporta indicazioni sulla privacy policy e sull’utilizzo dei dati rilasciati dall’utente sul sito, lo stesso link e informativa non sono presenti nelle pagine dei moduli in cui sono previsti campi obbligatori per l’indirizzo email e cap e facoltativi per nome, cognome, telefono, indirizzo.
Senza aver cercato attivamente e letto con attenzione la pagina dedicata alla privacy policy, l’utente non saprebbe ad esempio che lasciando i dati si sta accettando anche la possibilità che essi siano diffusi a terze parti.
E per quanto riguarda i cookie? Il sito ne utilizza, ma ricordiamo ai nostri utenti che la cookie law che impone l’apposizione di banner con consenso esplicito da parte dell’utente è una legge europea, i cui dettami sono imposti quindi in Italia ma non necessari sui siti americani.

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