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Scrivere su un blog e uscire dall’anonimato

Scrivere su un blog e uscire dall’anonimato

4 Luglio 2012

Daniele Sforza

Web

Ricordate i tempi in cui tutto quello che scrivevamo finiva nel cassetto? Non avevamo nessuno a cui far leggere i nostri pensieri, o se sconfiggevamo la timidezza lo facevamo leggere a pochi intimi, ma la maggior parte di ciò che usciva dalle nostre teste, molto probabilmente, restava chiuso con il lucchetto.

Poi è arrivato internet: le chat sono state le prime valvole di sfogo utilizzate dai "timidoni" per socializzare con altre persone e condividere informazioni, opinioni e chiacchiere frivole o meno su un determinato argomento e sulla vita in generale. I forum si specializzavano sull’approfondimento di determinate tematiche: professionisti ed esperti di diversi settori e "nerd" si recavano (e si recano) in questi luoghi virtuali per cercare soluzioni a specifici problemi o per sfoggiare tutto il loro sapere. I blog invece sono nati come diari personali e come tali hanno acquistato notorietà e credito: veri e propri sfogatoi dove gli utenti pubblicano il racconto della loro vita quotidiana. Con il blog tutti i cassetti restano aperti. Anzi, non esistono proprio cassetti. Le nostre opinioni vengono lette e commentate, così come le nostre emozioni più intime e segrete: non c’è più il pericolo di essere giudicati né lo scoglio della timidezza, si sa che dietro uno schermo diventa tutto più facile. La domanda che tuttavia rimane è questa: si può creare un blog di successo? E se sì, come?

Tendiamo subito a precisare che la piattaforma blog si è sviluppata nel corso del tempo e si è letteralmente ramificata in diverse tipologie ospitanti diversi contenuti di varia natura. Esistono diversi tipi di blog, tutti classificabili sotto uno specifico nome: noi ci interesseremo prevalentemente dei "blog individuali", ovvero di quelli che sono scritti da una sola persona, pur specificando che tra i blog più visti dal popolo della rete sono quelli collettivi o scritti da professionisti, che generano la cosiddetta cultura e informazione alternativa alla voce istituzionale (segnale di grande impatto che rivela quanto l’opinione pubblica sia ormai stanca dell’assuefazione televisiva e giornalistica tradizionale).

Esistono diversi tipi di blog individuale, dunque. Andiamo a vedere le principali tipologie:

  • Blog personale: si tratta di un vero e proprio diario in cui il blogger comunica al mondo i propri sentimenti, le proprie emozioni, la propria giornata, insomma, la propria vita. Il blogger in questione, in pratica, racconta il suo modo di vedere il mondo e crea una piccola cerchia di "followers" che commentano frequentemente i suoi post. L’obiettivo alla base è quello di comunicare e di aumentare (inconsciamente) la propria autostima, ma anche di conoscere persone che condividano le sue stesse opinioni e i suoi stessi principi su un determinato argomento;
  • Blog di attualità: si tratta di un blog "politicamente impegnato". La voce su temi attuali circola per il web e trova spesso condivisioni, ma crea anche discussioni e dibattiti, cosa questa che fa girare ancora di più il post pubblicato con la conseguenza di far conoscere il blog a un livello più grande. Può essere tenuto da un professionista dell’informazione (e generalmente è il più visto, come è il caso di Marco Travaglio) oppure da un cittadino comune (che dovrà faticare un po’ di più per far diventare il suo blog di successo, gestendo la concorrenza spietata dei blog d’informazione collettivi);
  • Blog tematico: si tratta di un blog specializzato su un unico tema o un’unica categoria, che può spaziare dalla poesia alla musica, dal cinema ai fumetti, dai gioielli alla moda, e ha alla base la divulgazione di un hobby. La condivisione con gli utenti in questo senso è molto più semplice in quanto il target è già ben selezionato in una nicchia (di piccole o grandi dimensioni): a chiamare il flusso di utenti, dunque, sarà principalmente la qualità dei contenuti e una buona sponsorizzazione di questi ultimi;
  • Photoblog: le foto sono il contenuto principale di questa piattaforma; possono essere integrate con i testi, ma sono prevalentemente le immagini a veicolare il significato di un post. Viene utilizzato molto dai professionisti e dagli esperti di fotografia, ma anche dagli appassionati che tendono così a promuovere il loro lavoro;
  • Vlog: come nel caso del Photoblog, il Vlog non ha i testi come principale componente dei suoi post, ma contenuti audiovisivi. Possono essere filmati o video presi da piattaforme specifiche come YouTube e anche questi possono essere integrati dai testi, ma è il filmato che maggiormente spicca andando a diventare il vero fulcro del post. Viene spesso utilizzato da registi amatoriali e non che tendono così a sponsorizzare le loro opere: questi ultimi hanno solitamente già un canale YouTube dedicato alle loro opere;
  • Blog novel: a differenza dei due tipi precedenti, qui sono le parole il tessuto fondamentale del post, in quanto il "blog novel" si focalizza su un romanzo o su un racconto diviso in puntate, che non ha trovato spazio o assensi da parte delle case editrici (o la cui pubblicazione non è stata neppure tentata); anche qui si crea una cerchia di followers che segue il romanzo a puntate, ma si può cadere nel rischio stanchezza, in quanto non è il follower a decidere quando leggere, ma il blogger a stabilire il giorno in cui il lettore può leggere il nuovo capitolo.

Questi sono solo alcuni tra i blog individuali più popolari e più utilizzati dal popolo dei blogger.

In realtà esisterebbero anche maggiori categorie, ma molte di queste le abbiamo inglobate in macrocategorie (nel blog tematico, ad esempio, potrebbe rientrare il blog letterario o il blog di critica cinematografica, due argomenti che sono molto seguiti a livello generale dagli utenti di internet).

Tuttavia, come contrastare la concorrenza dei blog collettivi o dei "VIP Blog" (ovvero quei blog gestiti da personalità importanti) se si è dei perfetti sconosciuti?

Un po’ di fortuna non guasta mai in questi casi: è come per un giovane aspirante attore lavorare come cameriere in un ristorante di Los Angeles e sperare che prima o poi passi un regista o un produttore cinematografico che lo noti e gli faccia iniziare la sua carriera.

Tuttavia all’aspirante attore non basterebbe solo dare nell’occhio: anche l’esperienza e lo studio della recitazione, infatti, fanno la loro parte.

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